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martedì, 23 maggio 2006

Come anticipato la scorsa settimana, gli inquirenti del gruppo investigativo di Siena, in collaborazione con gli esperti del misocomio di Scorgiano, sono riusciti a decifrare le intercettazioni telefoniche del gruppo di tifosi Sanprospero, dando una svolta definitiva alle indagini. Il colonnello Manuelo Introverso che ha guidato le ricerche, nella conferenza stampa tenutasi questa mattina, ha illustrato dettagliatamente i risultati dell’operazione denominata " Non è possibile". Ecco un breve riassunto delle sue dichiarazioni: Insospettiti dal comportamento dei giovani sanprosperini, assolutamente privo di ogni fondamento, le forze dell’ordine, in accordo con la magistratura sportiva, hanno iniziato, nel settembre 2005, ad ascoltare le conversazioni telefoniche degli interessati. Frasi sconnesse, concetti tragicamente puerili e battute incapibili . Questo ha notevolmente turbato i gendarmi, che, con un lavoro di cesello, sono riusciti a ricostruire il codice per interpretare le frasi pronunciate. Era tutto vero. Quelli che potevano apparire messaggi criptati, non erano altro che dialoghi reali tra puri beoti. Un vero e proprio macello. Quindi, frasi come: Chi ha segnato ieri? Boh", oppure "Chi era il portiere del Milan? Aspetta ora lo domando e poi ti richiamo", fanno pensare ad un coinvolgimento del tutto marginale nello scandalo che sta squarciando il mondo del calcio. Ma non è finita. Sembra che al termine della partita con la Juventus, persa dalla Robur per tre reti a zero, mentre tutti gli spettatori si stanno scagliando contro allenatore, giocatori e società, gli appartenenti al gruppo sono piegati in due dalle risate, intonando canti a dir poco insignificanti. Per questa ragione, ad ognuno di essi verrà notificato un avviso di garanzia, alla scadenza del quale, a meno di genuflessioni o pianti di pentimento, verranno interdetti da ogni forma di rapporto umano con la comunità a scopo terapeutico per entrambi. Dopo questa triste notizia il colonnello Introverso ha intonato una Salve Regina a favore delle famiglie di quei poveri disgraziati, perché con il tempo riescano a dimenticarli.

postato da: sanprospero alle ore 12:50 | link | commenti (3)
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giovedì, 18 maggio 2006

Nuovo filone di indagini su Calciopoli. Gli inquirenti della Polizia di Siena, secondo le indiscrezioni trapelate, stanno indagando sull’attività del sedicente gruppo di tifosi denominato Sanprospero 1979. Sembra infatti, che, dalle intercettazioni telefoniche effettuate in oltre 6 mesi, da settembre 2005 a febbraio 2006, siano emersi ragionamenti incomprensibili e risate smodate assolutamente ingiustificate, che farebbero pensare ad un codice segreto per mascherare attività illecite, legate al mondo del pallone. Interpellati famosi psicologi, essi hanno affermato, dopo un attento ascolto dei nastri, che nessun cervello avrebbe potuto elaborare tale pochezza di valori, per cui si è pensato subito ad una raffinata organizzazione a delinquere. Il nodo da sciogliere, in questo momento, è riuscire a capire il marchingegno per decifrare le frasi sconnesse pronunciate dagli indagati. Con tutta probabilità, essi hanno generato un vocabolario proprio, in cui ogni parola può essere, sulla base di una serie di regole, riconducibile ad un’altra di diverso significato. A tal proposito si stanno studiando i messaggi emessi dai comandi nella 2° guerra mondiale, per sbrogliare questa intricata matassa. Da San Prospero intanto, hanno già fatto sapere che questa storia è tutta una colossale montatura, perché quei discorsi rispondono a verità e sono pronti a giurare sulla loro demenza. Per il momento quindi, ci troviamo in una fase di stallo, anche se si presume che entro pochi giorni di serrato lavoro, le forze dell’ordine riusciranno ad interpretare le telefonate ed allora e solo allora, saranno in grado di valutare la portata dei fatti. Grossi sviluppi sono attesi per la prossima settimana e noi, come al solito, non mancheremo di ragguagliare minuziosamente i lettori su questa vicenda, che puzza tremendamente di fradicio.

postato da: sanprospero alle ore 12:40 | link | commenti
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lunedì, 15 maggio 2006

postato da: sanprospero alle ore 12:54 | link | commenti
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postato da: sanprospero alle ore 12:42 | link | commenti
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Della partita con il Livorno è inutile parlare. Voglio comunque ricordare quest'ultima giornata di campionato, con l'articolo del mio amico Paolo sul Fedelissimo. Anche se ne esco a pezzi, è secondo me stratosferico. Ecco il testo integrale:

Intervista dove io rispondo alle domande fatte a Simone per tutti e due. In pratica come succede sempre nella vita.



Cosa ne pensi di Simone.

Simone è una parte di me. Simone corrisponde esattamente alla donna che vorrei avere. Simpatica, dolce, evoluta, materna, allegra, con poco seno. Simone ha tutte le caratteristiche per farmi veramente felice. Se devo essere sincero ho sognato molte volte di fare l’amore con lui, Pazzaglia, Pinga e Mucciarelli. Simone era in guiepere e indossava una parrucca fucsia. Lo guardavo negli occhi e mi rapiva una strana estasi d’amore. Simone è molto bello ed ha un gran paio di gambe.

Un vostro sogno nel cassetto.

Disputare entrambi 5 secondi di Siena Fiorentina, entrare a gioco fermo a piedi uniti su una caviglia a Toni proprio sotto la curva prima che sia battuto un calcio d’angolo. Infortunarlo seriamente, tanto che i tabloid di tutto il mondo parlino di noi per mesi. Poi, dopo il cartellino rosso, scavalcare la rete di recinzione ed essere trasportati a braccia sulle teste di tutti gli spettatori della curva. Tipo rockstars. Poi fare l’amore con Antonella Clerici davanti a tutti, sopra un letto di tagliatelle agli scampi, con Pietro Poggi che ci incita con il megafono. In tutta franchezza penso che si possa fare a parte le tagliatelle agli scampi. Gli scampi costano un casino.


Cose strane che hai visto fare a Simone.

Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare... ho visto Simone parlare del più e del meno senza ridere per almeno tre quarti d’ora. Ho visto navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione con Simone sopra che rideva senza preoccuparsi di niente. E ho visto i raggi B balenare nel buio della mente di Simone senza incontrare nemmeno un neurone, vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.


Che funzione hanno avuto nella vostra vita gli eventi?

Secondo me nessuna. Ci siamo ritrovati sempre in balia di donne, uomini, animali, lavoro, in maniera del tutto casuale. A noi le cose succedono, non facciamo niente per farle capitare. E’ più forte di noi, non desideriamo le cose difficili, amiamo il consumismo, le rivoluzione fatte appoggiandosi ad un cuscino, gli stati d’animo che cominciano e finiscono con un ˜ma chissenefrega"

Ah dimenticavo. Oggi è il 2° compleanno del blog. Grazie infinitamente a tutti coloro che seguono un demente della mia portata. Vi voglio bene.


postato da: sanprospero alle ore 12:21 | link | commenti (3)
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giovedì, 11 maggio 2006

In questi giorni, in cui assistiamo esterrefatti allo scandalo che coinvolge il mondo del calcio, vorremo ricordare che anche noi sanprosperini, fummo interessati da un caso cotanto eclatante, verificatosi in occasione della prima partita in massima serie della gloriosa Robur. Ecco l'articolo originale :

Dal nostro inviato.

PULLMAN DI SAN PROSPERO. Una brutta storia quella accaduta Domenica 31 Agosto 2003 sul pullman dei tifosi di San Prospero, che stavano felicemente recandosi allo stadio Renato Curi di Perugia in occasione dell’esordio in serie A della propria compagine calcistica .

Dalle prime indiscrezioni emerse sulla dinamica dei fatti, anche se per il momento gli inquirenti mantengono uno strettissimo riserbo, alcuni panini di proprietà della sig.na V.B., sarebbero scomparsi dalla borsa in cui erano custoditi, per finire nello stomaco di un sedicente compagno di viaggio.

Secondo le scarsissime notizie fornite dal commissario di P.S. incaricato delle indagini preliminari, i sospetti degli inquirenti convergerebbero tutti sulla figura del quarantaquattrenne senese F.C., affermato imprenditore di se stesso, celibe, abitante in San Prospero e fino ad oggi incensurato.

A tradire il libero professionista sarebbe stato, oltre la propria stazza fisica la quale richiede di per se un apporto calorico superiore alla media, soprattutto il particolare che al momento della partenza del pullman, esso era sprovvisto di contenitori o borse di plastica che potessero far pensare ad un lauto pranzo al sacco.

Ancora non risulta chiara la dinamica dei fatti, in quanto nessuno dei 47 passeggeri ha visto F.C. rovistare di soppiatto nella borsa della ragazza in cerca di cibarie, ma esistono invece molti testimoni, i quali asseriscono all’unanimità, di aver notato il su indicato mangiare dei sandwich con fare sospetto ed avaro.

Ad un primo interrogatorio poi, l’imprenditore ha da prima negato stizzito ogni accusa di ladrocinio, ma poi incalzato dalle risate insistenti del GIP e degli addetti al bar del tribunale presenti alla discussione, ha affermato, contraddicendosi, di aver mangiato, si, due panini, ma che era stata la stessa V.B. ad offrirglieli, cosa che la giovane nega decisamente.

Nonostante ciò, è prematuro per il momento poter preventivare un arresto del sospettato in tempi brevi, in quanto esiste una divergenza tra le versioni che i due interessati hanno fornito alla magistratura che potrebbe scagionare o incolpare F.C. Tale divergenza riguarda l’incarto della refurtiva , la quale secondo la parte lesa sarebbe stato un tovagliolino di carta verde, mentre secondo l’accusato sarebbe stato una più classica pellicola di alluminio.

Un particolare inquietante grava però sull’intera vicenda, sembra infatti, anche se al momento non esistono ne conferme ne smentite, che F.C. per vantarsi davanti agli amici dell’atto compiuto abbia testualmente detto: "tra l’altro quei famosi panini non erano neppure tanto buoni, con il pancarrè al posto del pane e neppure tanto farciti".

Se questo fosse rispondente a verità la già precaria situazione del professionista si aggraverebbe di molto, perché oltre alla volontarietà si aggiungerebbero il disprezzo e la non effettiva necessità fisica nel compiere il reato.

Considerando tutti gli aspetti fino ad ora descritti, si può ragionevolmente ipotizzare una condanna esemplare da parte del P.M., il quale, nel pieno rispetto del codice civile, ne potrebbe chiedere la diffida dalla frequentazione del Ristorante La Casalinga per diversi anni, con obbligo di firma giornaliera dalle ore 20,30 alle ore 21,30 presso l’ Erboristeria Amaranthus Prodotti Naturali Via Diacceto, 9 .

Difensore d’ufficio dell’accusato è stato nominato un avvocato alle prime armi il quale oltre che sentirsi profondamente turbato dall’incarico, ha dichiarato di non vedere altra soluzione se non quella di richiedere l’infermità mentale per il proprio assistito.

Un fatto di cronaca nera questo che, qualunque sia il suo triste epilogo, lascerà un marchio indelebile su di una comunità, quella di San Prospero, già tormentata da molteplici problemi psicosomatici e motori, ed andrà ad aumentare ancora di più il disprezzo che buona parte della comunità senese nutre nei confronti del quartiere cittadino e dei suoi abitanti.

postato da: sanprospero alle ore 12:53 | link | commenti (1)
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mercoledì, 10 maggio 2006

Fermata di Time Square della metropolitana di New York. Come al solito, una moltitudine di persone delle più disparate etnie, in frenetico movimento, per accaparrarsi il sacrosanto diritto di salire su un vagone . Una mattina come tutte le altre. Nel bel mezzo di questo caos rituale, all’improvviso, due bande cittadine tra le più malfamate, i Crognolons Brother e i Nervosos Youngs, per una sfortunata combinazione, si incontrano nella passerella di attesa. In un attimo la tensione sale alle stelle e, come in un film, il luogo si svuota. Rimasti soli, i due gruppi si fronteggiano con terribili sguardi carichi di odio. I capi delle gangs, Joe Malommo di chiare origini italiane e Frankie Dead Dry, dopo un breve colloquio verbale, ordinano ai loro uomini di scannarsi. La notizia dello scontro corre veloce ed in breve tempo tutte le bande della città accorrono. Ci sono i famaosi Tanaglia Drivers , i Cialtroni Wanderers, i Collera Wind, gli Abbagnale Fighters e molti altri meno conosciuti. Casualmente si forma un esercito di brutta gente, disposta a tutto. La grande massa di delinquenti, attira le attenzioni della Polizia, che si vede costretta a mobilitare anche i riservisti decrepiti, per cercare di fronteggiare una situazione che sta diventando minuto dopo minuto pericolosissima. Intanto nel tunnel è scoppiato un tutti contro tutti di inaudita violenza. Sprangate, catenate, colpi di pistola e perfino esplosioni , si susseguono a ritmo incalzante. Ad un certo punto Joe Malommo alzando entrambe le mani, decreta la fine delle ostilità. In un silenzio di tomba che avvolge il tetro marciapiede, grida: "ragazzi, ora basta, arriva il tramme". Dalla curva ecco spuntare i fari del vagone. Il convoglio si arresta e tutti salgono come se nulla fosse accaduto.

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lunedì, 08 maggio 2006

Inter - Siena 1-1

Inter: Julio Cesar, Cordoba, Burdisso, Cruz (28' st Pizarro), Kily Gonzalez, Cambiasso, Martins (38' st Slavkovski), Cesar, Wome, Andreolli, Boumsong (17' st Stankovic).
A disposizione: Toldo, Ze Maria, Favalli, Materazzi.
All.: Mancini

Siena: Mirante, Negro, Falsini, Vergassola, Tudor (24' st Iadaresta), Chiesa (34' st Guzman), Paro, Molinaro, Gastaldello, Alberto (40' st Packer), Portanova.
A disposizione: Fortin, Colonnese, Legrottaglie.
All.: De Canio

Arbitro : De Marco, sezione di Chiavari.
Assistenti : Contini, Angrisani.
IV ufficiale : Palanca.

Marcatori : 15’ st Cruz, 48’ st Gastaldello
Espulsi : Burdisso
Ammoniti : Cruz, Paro, Vergassola, Gastaldello
Recupero : 1’ pt, 4’ st

Primo punto della Robur al Meazza. Meritato. Lo stadio si presenta asettico e spiccano solo molti striscioni contro il duo Moggi- Giraudo. All'inizio del match, viene proposto, a tutto sturo, l'inno dell'Inter, con karaoke sul grande schermo. Nessuno canta. La partita, senza interessi particolari per ambedue le compagini, scorre abbastanza tranquilla nella prima frazione. Il Siena comunque non demerita e nonostante la pressione più marcata dei neroazzurri, crea alcuni pericoli per la porta di Julio Cesar. Conoscendo a malapena i giocatori del Siena, ad un certo punto il Cambogia, soprannome azzeccatissimo vista la sua strana fisicità, con una bocca tipo cassonetto della raccolta organica, grida , ad un centimetro dal mio orecchio: "Attento a Wome", mi prende una paura esagerata non sapendo cosa voglia dire e mi tranquillizzo solo  quando mi viene detto che Wome è un calciatore dell'Inter. Dopo pochi minuti del 2° tempo Cruz segna. La Robur reagisce, scoprendosi. Su un contropiede Martins si invola a 97 km/h e sento un'affermazione indirizzata a Portanova che mi riporta indietro di almeno 15 anni: "Segalo". Non riesco a scovare chi l'ha pronunciata. Vorrei abbracciarlo. A tempo scaduto, quello che non ti aspetti. Su calcio d'angolo Gastaldello pareggia le sorti dell'incontro e ci regala una grande soddisfazione.

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giovedì, 04 maggio 2006

Il suo capo ufficio era arrogante e despota. Doveva chiedergli il permesso anche per andare in bagno o prendere un caffè. Ogni cosa che faceva, sistematicamente, non andava bene e lui la correggeva, sempre con quel sorriso sarcastico di chi si ritiene più intelligente. Lo odiava, tanto da augurargli, ogni giorno, una morte lenta e piena di sofferenze terribili. Un mattino, preso da una follia omicida, gli piazzò sotto la scrivania, un etto di esplosivo plastico, collegato ad un radiocomando sofisticato. Uscì dalla stanza senza dargli la canonica spiegazione e si nascose nel parcheggio. Accovacciato sotto un auto, pensò, solo per qualche istante, che stava per compiere un crimine efferato, ma decise di agire. Schiacciò il pulsante e sentì un boato tremendo. Era fatta. Rientrò di gran lena, salendo le scale a corsa. Tutti i colleghi si erano radunati davanti alla porta, ma nessuno, per paura di ulteriori brutti eventi, era entrato. In breve arrivarono Vigili del Fuoco, Polizia e autoambulanze. Dell’uomo nessuna traccia. "L’ho spappolato quel muso di ciuco" pensò felice. Sotto un cumulo di macerie videro alzarsi una mano. I soccorritori si precipitarono. Dopo un’ora di lavoro serrato, riuscirono ad estrarlo. Era vivo. Non si ricordava di nulla e recitava dei passi della Bibbia. Raccontò la parabola di Zaccheo e la guarigione di Lazzaro. Tutti lo ascoltavano sbigottiti. Ad un certo punto iniziò a lievitare. Mentre roteava come un mini-escavatore, di colpo si fermò a circa un metro di altezza. Caricò il destro e gettandosi in picchiata alla massima velocità, lo colpì nelle canne del naso, disintegrandolo. Svenne. Quando si risvegliò, era in una cella buia, in compagnia di un terrorista armeno, che aveva sterminato tutta la parentela fino al 6° grado. In carcere si convertì a Geova e imparò il linguaggio cobol.

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martedì, 02 maggio 2006

Siena-Juventus 0-3

Siena: Fortin, Colonnese (33' st Falsini), Vergassola, Chiesa (45' st Guzman), Paro, Locatelli (42' st Gastaldello), Molinaro, Foglio, Legrottaglie Bogdani, Portanova.
A disposizione: Mirante, Negro, Iadaresta, Alberto.
All.: De Canio

Juventus: Buffon, Vieira, Kovac, Emerson (35' st Giannichedda), Del Piero (28' st Ibrahimovic), Nedved, Balzaretti, Trezeguet, Mutu (12' st Zebina), Zambrotta, Cannavaro.
A disposizione: Abbiati, Blasi, Thuram, Zalayeta.
All.: Capello

Como è andata:

La Giuventus de Capejo sbaracha la Robur de De Canjo. La partita muy importante per todos los squadre, se risolve in oto minuti. Incredible. Tres reti a rafica de Vieira, Treseguet e Mutu serrano el discorso. Il risultado, por come è maturado, alimenta le polemiche sull'accuerdo, chi sono sircolade per toda la semana precedente al match. Los tifosi del Siena se encasano parecchio e contestano con sonori fischi e coros pocos gentili, sopratuto endirisati al mister. Ne la secuenda frasion, men male chi ariva da Regio Calabria la buena novela chi el Messina incasa una fraccata de goal e la Robur se salva con dos jurnate de anticipo. Ma esto non basta. Njun ioisce e fa fiesta. Al trplice fischio final dell'arbitro, se rinfocola l'astios e i jocatori escon sensa salutar.

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giovedì, 27 aprile 2006

Diarrea e vomito. Vomito e diarrea. Questa banda andava avanti da settimane. Ridotto ad uno scheletro, si decise a farsi controllare. Il medico gli ascoltò le spalle, i bronchi, poi pancia ed inguine. Perplesso, consultò un testo cirillico ed infine sentenziò: "senta caro, lei sostanzialmente è sano come un pesce, ma si masturba troppo. Il suo organismo non può reggere queste continue sollecitazioni ed a modo suo si ribella. Secondo me, lei più di un dottore ha bisogno o di fica, o di un buon psichiatra. La saluto". Aveva ragione. Decise di provare la prima soluzione. Si recò in un agenzia di viaggi e prenotò un viaggio in Vietnam. Dai racconti di conoscenti, in quel luogo l’unica risorsa era il sesso e i turisti venivano letteralmente aggrediti, per accaparrarsene i favori. Quando scese dall’aereo fu subito assaltato da un gruppo di teen-ager con gli occhi a mandorla, vestite con la migliore produzione del mercato degli anni ’70. Capì che gli stavano chiedendo di scegliere. Smarrito e confuso tentò di svicolare, ma non poteva. Intanto con il trascorrere del tempo la comitiva andava aumentando. Come un fantino vittorioso, tutte lo tiravano, lo abbracciavano, gli strizzavano i testicoli. Terrorizzato, tentò di chiamare un poliziotto poco distante. Il militare arrivò di gran lena e in un momento rimase solo. L’uomo gli spiegò che la prostituzione era tollerata, ma non legale. Poi, scordatosi la cordialità, gli intimò di girarsi e lo perquisì da capo ai piedi. Terminata l’operazione lo lasciò andare, indirizzandogli frasi incapibili. Solo ed impaurito, si rifugiò in una casa di massaggi. Provò di tutto. Tredici ore filate di sesso sfrenato con un’unica erezione. Il padrone gli consegnò la maglia di campione del mondo e venne premiato con una medaglia di ginseng al cospetto del console. Da quel giorno si stabilì in Vietnam, divenne un eroe per la popolazione, che lo ribattezzò Cho Un Tubo, signore della fertilità.

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mercoledì, 26 aprile 2006

Siena- Juventus, l’avvicinamento alla partita.

Dal nosrtro inviato.

E’ ufficiale. La Juventus, per preparare il match che vale uno scudetto, alloggerà alla Locanda del Ponte, in località Ponte a Macereto, antico casale toscano, dove storia, arte e cultura si incontrano per allietare vista e spirito, situato nel comune di Monticiano, come tutti sapete luogo natio del d.s. Luciano Moggi. Con tale mossa, esso, vuole ancora una volta rafforzare quello stretto legame con la terra che lo ha visto crescere. Questo, secondo le ultime indiscrezioni, il programma:

Giovedì 4 Maggio: Arrivo della comitiva di buon ora. Dopo la sistemazione nelle camere ed il pranzo, gara di pesca vip sulle rive del fiume Merse. Intorno alle 17.30 incontro con la macchia mediterranea e di seguito cena semplice.

Venerdì 5 Maggio: Ore 4.00 sveglia caratteristica, con gallo infoiato all’interno di ogni singola stanza da letto. Colazione del cacciatore, breve infarinata di moccoli toscani e poi battuta di caccia al cinghiale classica. Sono previsti appostamenti fissi, 1500 cani assatanati e supporto dello staff tecnico, che dovrà comunicare, mediante sonori berci, i movimenti dei temibili quadrupedi irsuti.

Sabato 6 Maggio: Mattinata rilassante alle terme di Petriolo. Per l’occasione, ben due reparti di celere cattiva, provvederanno a sgomberare con la forza le decine di punkabbestia, stanziati permanentemente nel luogo e con tutta probabilità, ostili al potere della Fiat. Pranzo al sacco e al termine, corso di sopravvivenza di base. Saranno requisiti ad ogni giocatore, contanti, carte di credito e telefonini. Espletata questa dura operazione, gli atleti verranno lasciati da soli nel centro di Scalvaia, tipica frazione della zona. I ragazzi, dovranno trascorrere un intero pomeriggio nel nulla, senza annoiarsi, in mezzo all’ostilità degli ottuagenari abitanti, schivi e diffidenti con gli sconosciuti. Alle ore 20.00 cena di gruppo e preparazione tecnica della partita.

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giovedì, 20 aprile 2006

"Il tempo è bello, le giornate trascorrono tranquille". Con queste stringate parole l’aveva liquidato. Neppure uno straccio di telefonata. Ma come? Dopo tanti anni di fidanzamento, praticamente all’improvviso, era uscita con il concetto che aveva bisogno di riflettere sul loro rapporto. Una vacanza con le amiche, per chiarirsi le idee e riflettere senza oppressioni. Tutte cazzate, pensava. Quale necessità di meditare, probabilmente una voglia di tradirlo con qualche maschio nerboruto e microcefalo. Attese freneticamente il trascorrere delle due settimane. Si divorò per il nervoso entrambe le mani e venne colpito, a causa del forte stress, da una psoriasi devastante in tutto il corpo. Scrisse una specie di diario sulle sensazioni che stava provando. Metà dei vocaboli erano moccoli, un’altra parte consistente offese e infine qualche pensiero sulla fugacità dei sentimenti. Finalmente arrivò il giorno del rientro. Partì di buon ora per recarsi all’aeroporto di Fiumicino. Voleva farle una sorpresa ed alleviarle la scomodità del viaggio di rientro in treno. L’apparecchio atterrò con 14 ore di ritardo, a causa di uno sciopero del personale di equipaggio. Dalla scaletta la vide scendere bella come non mai. Corse a perdifiato per abbracciarla. Giunto nella pista notò che stava franellando pesantemente con una donna. Si nascose dietro ad una valigia per osservare meglio. Tutto vero. Le due in estasi, iniziarono a spogliarsi a vicenda, davanti alla torre di controllo. Una folla di gente variegata le incitava ad insistere. Partirono anche diversi slogan. L’atmosfera si era surriscaldata. Molti iniziarono a denudarsi per imitarle. Accecato dall’odio cercò di raggiungerla, ma venne bloccato da una coppia sadomaso. Legato, imbavagliato e completamente coperto di pelle, venne deflorato in un hangar. Sedici frustate nella schiena, una mandibola spappolata e un buco di culo come un rosolio il resoconto di quella terribile esperienza. Giurò a se stesso che mai più avrebbe amato qualcuno.

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mercoledì, 19 aprile 2006

FEDELISSIMO N.17

SIENA- LAZIO DEL 09-04-06

Fango, fatica e sudore. Questa è la Parigi-Roubaix. Una gara di ciclismo primordiale, nella quale la selezione è naturale, non dovuta a dislivello da superare o tatticismi vari.Una serie di tremendi settori in pavé, per la verità sempre più rari, i cui ciottoli taglienti e spesso viscidi, segnano irreparabilmente i poveri muscoli dei corridori. Il più famoso di questi tratti e sicuramente il più duro, è la foresta dell’Aremberg. Uno stretto sentiero, lungo circa 2 km, attiguo alla vecchia miniera di carbone, dal quale chi riesce ad uscire nelle posizioni di testa, può sicuramente ambire alla vittoria finale. Lui si preparava da anni per questa corsa. Se la sentiva in qualche modo cucita addosso. Per tale motivo si allenava ogni giorno a scavare con il martello pneumatico, onde abituare le braccia alle scosse. Poi, tanta omosessualità passiva, per abituare invece il sedere alle lunghe ore in sella. Due corse già disputate e portate a termine da comprimario, allo scopo di conoscere trucchi, insidie ed acquisire l’esperienza necessaria. Dopo un inverno trascorso a fare il manovale e potare le olive, attività necessarie per aumentare la resistenza allo sforzo, si sentiva finalmente pronto per affrontare la classica da protagonista. "L’inferno del nord", come lo chiamavano gli addetti ai lavori. Un mese da trascorrere tra Francia e Belgio, pedalando all’impazzata e senza sosta, tra case basse ed ordinate, sfiorando spettatori corpulenti, intenti a consumare ingenti quantità di salsicce, crauti ed enormi pinte di birra. Poco importava. La gloria sportiva poteva veramente essere a portata di garetto. Corse al coperto sia il Giro delle Fiandre sia la Gand-Wevelgem, evitando accuratamente cadute e inutili sprechi di preziose energie. Poi, finalmente, arrivarono i suoi giorni. Dal mercoledì, assieme a tutta la squadra, si trasferì in un hotel nei pressi del traguardo. Ore ed ore a provare quei terribili tratti, per mettere a punto materiali e muscoli, scovare con l’occhio clinico possibili pericoli o zone particolarmente adatte ad un attacco. Nel suo cervello stilò una mappa dettagliatissima del percorso, perché nulla fosse lasciato al caso. Partirono il giorno di Pasqua, in una fredda mattinata piovosa. La strategia una sola: correre sempre davanti, per evitare le innumerevoli cadute che frastagliavano il gruppo e impedivano, se coinvolti, di rientrare sui primi.Come al solito, la prima parte di gara fu tranquilla, caratterizzata da numerose fughe velleitarie di corridori che cercavano pochi metri di fama. A 10 km da Aremberg, iniziò la lotta per portarsi in testa. Memore dei consigli di un vecchio zio, usò un nerbo e si fece valere. Uscì dal sentiero in seconda posizione, a ruota del favorito Luc Van Coscia. La faccia piena di fango, i polmoni saturi di polvere e il culo a brandelli. Tutti segnali incoraggianti. La selezione era fatta. Al comando un gruppo di 9 corridori, tutti accreditati per il successo. Poi la sfortuna. Perse la bicicletta cadutagli dentro una buca enorme. L’ammiraglia tempestivamente gli fornì una sostitutiva molto più bassa della sua. Il distaccò era di 2 minuti. Tanti, forse troppi. Doveva recuperare ad ogni costo. Segò il sellino, così avrebbe sempre spinto al massimo. In breve raggiunse i fuggitivi. Quando si accodò al manipolo di testa, non si ricordò però dello stratagemma adottato in precedenza. Per recuperare un po’ di energie si mise a sedere ed il tubo tranciato gli si conficcò, per svariati centimetri, nel retto. Per il dolore bestemmiò, urlando in fiammingo stretto ed iniziò a pedalare all’impazzata. Guadagnò metri. Gli avversari annichiliti rinunciarono ad inseguirlo. Negli ultimi tre settori di pavé, ad ogni buca gridava contro il Signore, mandando in delirio la folla ammassata ai bordi della strada. All’entrata del velodromo di Roubaix, tutti gli spettatori si alzarono in piedi per tributargli un dovuto omaggio. Tentò con le ultime forze di liberarsi l’ano, ma non vi riuscì. Tagliato il traguardo cadde in posizione fetale assieme alla bicicletta. Per separarlo da essa i medici dovettero asportagli completamente il sedere e 2,5 metri di intestino.

postato da: sanprospero alle ore 12:18 | link | commenti
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martedì, 18 aprile 2006

 Empoli - Siena 2-1

EMPOLI
Balli, Raggi (dal 36' st Lucchini), Coda, Pratali, Tosto (dal 15' st Ascoli), Almiron, Moro, Buscè, Vannucchi, Tavano (dal 43' pt Lodi), Riganò.
A disposizione: Dossena, Vanigli, Ficini, Serafini.
Allenatore: Cagni

SIENA
Mirante, Foglio, Tudor, Legrottaglie, Falsini, Alberto (dal 10' st Molinaro), Paro, Vergassola, Locatelli (dal 1' st Guzman), Chiesa (dal 35' st Gastaldello), Bogdani.
A disposizione: Fortin, Portanova, Colonnese, Iadaresta.
Allenatore: De Canio

Arbitro: Racalbuto di Gallarate
Assistenti: Ivaldi, Comito
IV Ufficiale: Mazzoleni M.

Marcatori: Tosto al 35', Tavano al 39' p.t.; Bogdani al 42' s.t.

Ammoniti: Moro, Falsini, Foglio, Ascoli
Angoli: 5-4 per il Siena.
Recupero: 2' p.t. e 4' s.t.

La cronaca:

Partita indecorosa vinta dall'Empoli su di una spenta Robur. Per la 15.124 volta, i bianconeri soccombono al Castellani, facendo oltremodo arrabbiare i simpatici supporters al seguito. Tutto succede nella prima frazione di gioco, in soli 4 minuti. Prima Tosto insacca con una cannata all'angolo basso, con la palla che colpisce il palo e finisce in rete e poi su un ribaltamento di fronte, Tavano, raddoppia con un pallonetto da 25 metri, trafiggendo il povero Mirante, che si trova quasi 10 metri fuori dalla porta mentre confabula con un raccattapalle particolarmente astioso. Per vedere uno straccio di reazione occorre attendere l'ultimo quarto d'ora, quando Chiesa, particolarmente affaticato, viene sostituito dal difensore Gastaldello che va ad occupare il posto di Tudor, il quale viene spostato a fare il centroavanti. Il metodo, adottato frequentemente nei tornei amatoriali minori, dove le squadre all'ultima spiaggia, collocano lo stopper, di solito enorme, nell'area avversaria, sorbisce l'effetto desiderato. La Robur allo scadere accorcia le distanze con l'infaticabile Bodgani e sfiora il pareggio con Molinaro che, con un potente diagonale, colpisce l'ennesimo legno della stagione.

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venerdì, 14 aprile 2006

Compilava ogni tipo di test. Voleva assolutamente sapere tutto su se stesso. Grasso o magro, fedele o traditore, pantofolaio o viveur, pessimista o ottimista ecc. In base al risultato di essi, cercava di modificare le sue abitudini, per ottenere il massimo punteggio. Un giorno, su una rivista di tendenza maschile, trovò un questionario sulle capacità sessuali. Avidamente rispose alle domande. Un disastro. Il profilo che ne scaturì, fu quello di un uomo mediocre e fortemente noioso sotto le lenzuola. Iniziò a riflettere. Forse la sua compagna non era contenta di lui. Forse fingeva. Quelle urla spropositate durante l’amplesso, non erano veri orgasmi e magari si faceva consolare ed appagare sotto altre alcove. Si impaurì. La notte la possedette con violenza. Un blackblock in carne ed ossa. Cambiò svariate volte posizione, cercando di farla stare scomoda. Niente. Anzi, sembrava che ciò la eccitasse ancora di più. La ridusse uno straccio, piena di escoriazioni e lividi. Alla fine del rapporto, la donna, euforica, lo apostrofò come un vichingo dell’eros, un macellaio dell’amore. Rimase sorpreso. La mattina seguente, di buon ora, partì in macchina per raggiungere la redazione della rivista. Arrivato a destinazione, bevve a digiuno 3 bottiglie di Coca Cola da litro. Poi, facendosi annunciare come un cliente, incontrò il direttore. Dopo la rituale stretta di mano, gli caricò un rutto nel muso di inaudita potenza. Soddisfatto, uscì dalla stanza senza dare spiegazioni al povero uomo, che rimase pietrificato per molte settimane.

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giovedì, 13 aprile 2006

Circa una settimana fa, inviai la e-mail canonica per segnarsi nel pullman della trasferta di Empoli ed inoltre per partecipare ad una cena di pseudo-mongoloidi. Questa la risposta del mio amico Paolo, che merita sicuramente una pubblicazione:

Io a Empoli non vengo e  se vengo, vengo in macchina.
Ma non credo di venire, se venissi probabilmente verrei in pulmann, ma
credo che alla fine poi prenderei la mia macchina, anche se credo che,
in fondo, non verrò. Comunque se vengo ve lo faccio sapere, se non
vengo invece le cose sono due: o sono venuto in macchina e non mi avete
visto, oppure non sono proprio venuto. Comunque decido alla fine, tipo il
venerdì sera, anche se alla fine non credo che verrò a Empoli. e se
vengo prendo la macchina. Anche se mi piacerebbe venire in pulmann.
Simone, ti puoi informare se la mia macchina entra nel pulmann? Anzi, lascia
stare, non credo di venire. Comunque se vengo ve lo faccio sapere.
Anche se alla fine non verrò.
E se vengo, come forse vi ho accennato, vengo in macchina.
A presto,
ci si vede a Empoli. Se vengo in pulmann ve lo dico prima, ma credo di
venire con la mia macchina.
Ciao.
Ah, per la cena non lo so se vengo. A meno che non sia a Empoli, in un
drive-in, almeno vengo in macchina.

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mercoledì, 12 aprile 2006

Quel terribile controllore lo individuò. Multa di 200 € per viaggiare in tram senza biglietto e pubblica gogna di tutti i passeggeri presenti sul mezzo. Per lui, meticoloso e preciso come pochi altri, fu una mazzata tremenda. Mai, neppure in gioventù, era incappato in una sanzione pecuniaria. Cercò, inutilmente, di spiegare al funzionario che non voleva fare il portoghese, ma l’uomo fu inflessibile e lo fece scendere alla prima fermata. Deriso ed insultato dai numerosi pensionati presenti, uscì, coprendosi il volto, come un pericoloso malfattore appena arrestato dalle forze speciali di polizia. Dopo qualche istante di smarrimento, provò a trovare una valida ragione per continuare a vivere. Niente, zero assoluto. Si diresse allora verso un vicino ponte per gettarsi di sotto e farla finita. Il traffico a quell’ora di punta era troppo intenso e, non avrebbe potuto compiere quel gesto estremo. Entrò in un bar. Ordinò 12 stravecchi , 2 sambuche e 80 Mon Cheri. Ubriaco fradicio, barcollando, abbandonò il locale bestemmiando. Al semaforo attese il verde per i pedoni. Trascorsi 15 minuti, senza alcun segnale, intravide in lontananza un vigile urbano. Lo chiamò ripetutamente. La guardia stava facendo migliaia di contravvenzioni e, sognando un brillante avvenire, se ne infischiava di rispondergli. I fumi dell’alcool lo annebbiarono. Attraversò la strada incurante delle auto. Lo raggiunse. Dopo avergli offeso gli affetti più cari, appallotolò un numero consistente di multe e le inserì in bocca all’uomo tentando di soffocarlo. Un collega, appostato in macchina, accorse in aiuto, ma, appena fu a tiro, ricevette una sontuosa pisciata addosso. All’arrivo dei rinforzi, venne immobilizzato e spedito direttamente in psichiatria. Nel reparto, tutti gli vollero bene. In 12 anni di degenza forzata, imparò la stenografia e le basi del rock acrobatico. Quando venne dimesso intraprese la carriera chiropratico con brillanti risultati.

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lunedì, 10 aprile 2006

Siena-Lazio 2-3

SIENA: Mirante, Negro, Vergassola, Chiesa, Paro, Molinaro, Foglio, Legrottaglie, Alberto, Bogdani, Portanova.
A disposizione: Fortin, Falsini, Colonnese, Tudor, Volpato, Guzman, Packer.
All.: Sig. Luigi De Canio

LAZIO: Ballotta, Dabo, Zauri, Di Canio, Mauri, Siviglia, Rocchi, Liverani, Oddo, Cribari, Behrami.
A disposizione: Handanovic, Stendardo, Belleri, Bonanni, Tare, Mudingayi, Manfredini.
All.: Sig. Delio Rossi

Arbitro: Nicola Rizzoli, Sez. di Bologna
Assistenti: Copelli di Mantova, Benedetto di Messina
IV Uomo: Andrea Romeo, Sez. di Verona

Dalla sala stampa:

Mirante: E' stato disarmante. Una partita allucinante. Le prime due reti sono nate da rimpalli. Una situazione asfissiante. Poi il goal della sconfitta su punizione esilarante. Che dire, per il momento non ritengo la classifica preoccupante, ma dobbiamo cercare punti per raggiungere la quota garante della nostra permanenza in massima serie. Spero, sabato prossimo ad Empoli, di giocare una partita a sestante e vincere con punteggio rassicurante.

Ballotta: Non sono vecchio e l'ho ampiamente dimostrato. Per ora mi sento sempre un ragazzino. Faccio i penni, attacco le caccole sotto le sedie e mangio migliaia di Kinder Sorpresa. Venerdì sono stato addirittura al circo e poi ho fatto una scappata al Luna Park. Nel Tagadà non ho rivali e nell'Otto Volante sono un asso.

Alberto: Puerca madosca, la Lasio ha vinto un incontrao da rotti en culo. Como se deve fà noi? Sgioco, velosidad, dribbling, ripartense, occasioni da rete e quell'altri se prendono tri punti. Sono encasado. Devo asolutamente ascoltare Acquarelo de Toquinio por calmarme.

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giovedì, 06 aprile 2006

Ricordo di una cena alla bettola del tiro a piattello dai coniugi Della Morte.

Viene la moglie per le ordinazioni:

di brimo giò i bigi o gli spaghetti alla’rabiatt, poi g’è pett di poll, bistecche di manzz o affettato.

Siamo in 5 porta 3 bicchieri, 7 tovaglioli, 6 forchette e 6 coltelli.

A fine cena per fare due risate si va in cucina a salutare il pezzo meglio, suo marito Donato, che lei chiama Donata.

Pesa 20 kg, di cui 15 sono di vene e gli altri di mani.

E’ a rassettare la cucina. Appena ci vede inizia a berciare a squarciagola"Dotto’ dottoooo’".

Poi, viene di sopra con quella testolina che sembra un lucifero patito.

Dopo i saluti ci presenta il resoconto della sua vita:

Vete (vedete), uno comincia da ciofane (giovane), checazz, comme sciacquino e lavora come un matt (matto).Lavor, lavor, cazz, metti via un po’ di soldi e piano piano,checazz, un (uno) si assistema.

Poi però metti famigl, cazz, e allora, checazz, ti tocca a lavorà  per i figlioli, checazz d’uncazz.

Allora che fai cazz, compri uno stabbile (locale) e va a finì che ritorni sciacquin comm’eri partit , checazzzz, cazz.

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martedì, 04 aprile 2006

Sprizzava allegria da ogni poro. Dopo tanta ricerca, finalmente, il suo film aveva un produttore. La storia si svolgeva in un piccolo borgo rurale. I protagonisti, una famiglia di agricoltori, trovatisi in cattivi acque, a causa di una grandinata eccezionale che aveva praticamente distrutto il raccolto, avevano deciso di abbandonare la fattoria e trasferirsi in un atollo polinesiano. Con i pochi risparmi posseduti, si erano imbarcati in una petroliera e dopo un paio di anni di navigazione erano giunti alla meta. Senza una lira e con un bagaglio indecoroso, sbarcati nell’isola, avevano cercato una sistemazione. Il capo-villaggio, un signore di 107 anni ancora lucidissimo, con grande solidarietà, gli aveva trovato una palafitta dismessa, un tempo usata come riformatorio giovanile. Per arrivarci, dovevano compiere a nuoto circa 4 km in mare aperto. In quel tratto abbondavano svariati pesci predatori, tra cui barracuda e murene spropositate. Il primo viaggio fu disastroso. Persero la vita, sia il nonno che uno zio malato di asma. A questo punto il lungometraggio si interrompeva per alcuni secondi, per riprendere passati 5 anni. La famiglia era profondamente cambiata. Con lo spirito di arrangiarsi, avevano aperto un distributore di metano per auto. Il gasdotto asiatico infatti passava a pochi metri dall’atollo e loro, vi si erano semplicemente allacciati bucando la tubatura. Nessuno, conosceva il gas e aveva l’auto per fruirne, ma tutti pensarono che quegli uomini bianchi erano divinità del bene. Idolatrati e venerati, ogni giorno venivano ricoperti da doni propiziatori. In breve tempo assunsero il controllo dell’isola, instaurando un regime militare spietato. La conclusione della pellicola non lasciava scampo a ottimismo. Entro pochi anni la povertà si abbatté in quell’angolo di paradiso. Gli indigeni infuriati si ribellarono a cavallo di squali mercenari. Una sanguinosa lotta divampò cruenta fino a che un cavallone gigante non distrusse tutto. Un copione eccezionale, ribadì alla casa cinematografica. Dopo 7 anni di riprese, la pellicola fu sospesa per troppa bruttezza e mai più prodotta.

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lunedì, 03 aprile 2006

Reggina-Siena 1-1

REGGINA
Pellizzoli, Franceschini, De Rosa, A.Lucarelli, Paredes, Lanzaro, Biondini (dal 1' st Modesto), Vigiani (dal 42' st Carobbio), Mesto, Amoruso, Cozza (dal 36' st Bianchi).
A disposizione: Saviano, Missiroli, Giosa, Choutos.
Allenatore: Walter Mazzarri

SIENA
Mirante, Portanova, Negro, Legrottaglie, Vergassola, Chiesa (dal 43' st Foglio), Paro, D'Aversa (dal 12' st Gastaldello), Alberto, Molinaro Bogdani (dal 45' st Volpato).
A disposizione: Fortin, Guzman, Tudor, Falsini.
Allenatore: Luigi De Canio

Arbitro: Rosetti
Assistenti: Calcagno, De Santis
IV Ufficiale: Lops

Marcatori: Bogdani al 21' p.t.; Amoruso al 6' s.t.
Ammoniti: D'Aversa, Alberto, Gastaldello
Angoli: 7-6 per la Reggina
Recupero: 1' pt; 2' st
Finale primo tempo: 0-1
Spettatori: 15.000 circa
Abbonati: 8.900
Paganti:6.100
Incasso:€ 140.993,00 circa

La cronaca:

La Robur impatta il delicato match con la Reggina ed aggiunge un altro piccolo tassello verso la meritata salvezza, Nell'erba marrone del Granillo, le due squadre si danno battaglia fino al pareggio degli amaranto. Poi, in relazione alla sconfitta del Messina nell'anticipo di sabato con l'Inter, si accontentano di guadagnare un punto a testa sui siciliani e l'incontro cala di intensità. Probabilmente memore della sciagurata prestazione dello scorso campionato, mister De Canio schiera, dopo due mesi di panchina, il giovane Mirante tra i pali, al posto di Fortin e sulla fascia sinistra inserisce Molinaro, mantenendo il resto della formazione canonica. Dopo un inizio favorevole agli amaranto, che colpiscono un palo, il Siena sale in cattedra. dominando soprattutto nel gioco aereo. Proprio da un corner nasce il vantaggio dei bianconeri, con Bogdani che raccoglie una corta respinta del portiere Pellizzoli, intervenuto su colpo di testa di Legrottaglie, insaccando con un facile piatto destro. La Robur a questo punto potrebbe tentare di chiudere i conti, ma non concretizza la superiorità di gioco. Quando inizia la seconda frazione, la Reggina vuole fortemente il pareggio, che arriva dopo appena 6 minuti per merito di Amoroso, bravo a chiudere un preciso cross del nuovo entrato Modesto, che come da cognome, non esulta ed anzi loda tutti i compagni. Da questo momento, come già detto, l'incontro si incanala sul giusto binario di spartizione della posta, che accontenta entrambe le compagini e le avvicina ulteriormente alla conquista della loro meta stagionale.

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venerdì, 24 marzo 2006

Cacciavo megattere.
Abitavo al di sopra del mare del nord, in un fiordo a forma di giradischi.
Il sole tramontava ogni 5 ore, perciò era tutto un vestirsi, rivestirsi e fare colazione.
Il latte scadeva ogni pochino.
Alla televisione passava continuamente l'Almanacco del giorno dopo e si festeggiavano in media 15 onomastici all'anno.
Avevo imparato a pescare megattere da mio cugino Cetaceo e suo padre Plancton.
La loro tecnica era particolare e nessuno la conosceva.
Si partiva ad ogni calar del sole e ci si fermava a circa 100 metri dalle scogliere.
Cetaceo a questo punto iniziava a berciare a tutto sturo "baleeeeneeeeee, baleeeeneeeeee, baleeeeneeeeee, gnaaaamooooo, gnaaaamooooo" così per ore.
Plancton intanto gettava in acqua centinaia di migliaia di lombrichi eccitati.
A questo punto non rimaneva che aspettare la preda e catturarla a colpi di mazzolate sulla groppa.
Nel tempo libero progettavo presepi, giocavo a frisby ghiacciato e la domenica andavo a vedere le foche monache in calore, al cinema in paese.

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giovedì, 23 marzo 2006

Il vulcano eruttò milioni di metri cubi di lava e una nuvola impressionante di cenere. La natura si dimostrava ancora una volta indomabile e allo stesso tempo affascinante. Prese l’auto e si diresse verso il cratere. Voleva filmare e fotografare da vicino quell’evento straordinario. Dopo un primo tratto di strada tranquillo, iniziò a trovare le prime difficoltà. Decise di continuare a salire. Una pioggia di lapilli e poi un calore esagerato lo colpirono. La macchina si fuse completamente. Aprì lo sportello e si gettò fuori per non essere liquefatto. La sua Fiat 850 era ormai magma. Pianse, in ricordo di tutte le avventure trascorse a bordo di essa, ma volle continuare imperterrito. La temperatura si assestava sui 58 °C. Caldo e sudore lo attanagliavano. Si spogliò, rimanendo in mutande. La vetta era sempre più vicina. Sentì un boato enorme. Dalla bocca del vulcano si sollevò una nube di gas gigantesca. Tentò di fuggire ma in breve tempo fu raggiunto dalle esalazioni. Si addormentò profondamente, sognando di essere amico di Elvis Presley. Si destò solo dopo tre giorni, in cui aveva vagheggiato un disco live e tanti stravizi assieme alla rockstar. L’eruzione era praticamente terminata e il paesaggio appariva come la crosta di un formaggio pecorino di Seggiano. Protezione Civile e Corpo Forestale lo stavano cercando assiduamente, su segnalazione dei familiari . Mentre stava alzandosi, sbadigliando, vide passare in lontananza, come in una favola, un’esploratrice tutta sola. La chiamò. Essa, stupita, si diresse verso lui. Non si era accorto di essere nudo come un verme, in quanto i boxer erano a brandelli. Quando fu in piedi, la donna iniziò a correre nella sua direzione. Mentre stava per raggiungerlo, si rese conto che non aveva meno di 70 anni. Fuggì. L’inseguimento durò tutto il pomeriggio, finché, stremato, si arrese. Da quell’amplesso nacquero otto gemelli maschi, che divennero testimonial del Dixan fino alla maggiore età.

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martedì, 21 marzo 2006

Fin da piccolo aveva divorato i giornali dei supereroi Marvel. Una fissazione. Di loro sapeva tutto. Uomo Ragno, Fantastici 4, Silver Surf, Incredibile Hulk, Batman, Capitan America, Iron Man , rappresentavano per lui non solo un modello da imitare ma un’aspirazione suprema. Per questo aveva tentato in ogni modo e senza riuscirvi, di divenire come essi. Si era fatto mordere da una serie infinita di ragni, aveva compiuto molti viaggi in aeroplani fatiscenti, oppure si era immerso in abissi marini lugubri e inquinati. Depresso, stava per abbandonare il suo sogno, quando, casualmente, un calabrone in calore di nove etti, gli punse un labbro. L’insetto abitava all’interno di una pompa di gasolio e i vapori del carburante che quotidianamente inspirava, lo avevano mutato geneticamente, riducendolo allo stato gassoso. Per estrarre il pungiglione occorsero ben sei ore di operazione chirurgica. La bocca, gonfiata a dismisura, occupava tutta la parte superiore del busto, mentre erano comparsi nelle gambe alcuni denti del giudizio. Quando si risvegliò dall’anestesia, notò immediatamente una certa difficoltà nel parlare ed una fitta peluria, alquanto morbida, nella zona anale. Capì che, finalmente, ciò che aveva inseguito da una vita forse stava per avverarsi. Dopo 15 giorni di ricovero venne dimesso, nonostante l’aspetto assurdo che il suo corpo aveva assunto. Un boato d risate lo accompagnò fuori dall’edificio. Ma quando assaporò l’aria aperta, sentì nitidamente il bisogno di volare. In quel preciso istante si materializzarono delle piccole ali in gabardina e iniziò a volteggiare. Ora poteva combattere con i malfattori. Si accorse di una certa acidità di stomaco. Era veleno. Quella rappresentava la sua arma contro il crimine. Smanioso di mettersi alla prova, cercò forsennatamente un ladro. Mentre stava sorvolando un aeroporto, osservò uno strano movimento. Tombola. Due dirottatori avevano preso in ostaggio un intero Boeing 707. Precipitosamente si gettò in picchiata. Perse il controllo della traiettoria e sbatté violentemente nella carlinga del mezzo. La sua bocca abnorme esplose. I Vigili del Fuoco, credendo allo scoppio di un ordigno, gli riversarono addosso un quintale di schiuma. Sommerso dalla sostanza decise di farsi la barba. Venne arrestato per bruttezza smodata e marcì in carcere fino all’età di 84 anni.

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lunedì, 20 marzo 2006

Chievo - Siena 4-1

Chievo: Fontana; Moro, Scurto (35' p.t. Malagò), D'Anna, Lanna; Luciano, Brighi, Giunti, Franceschini(10' s.t. Semioli); Tiribocchi, Obinna (20' s.t. Amauri).
A disposizione: Squizzi, Mantovani, Gemiti, Landolina.
All.: Pillon.

Siena: Fortin; Negro, Tudor, Legrottaglie, Gastaldello; D'Aversa, Paro, Vergassola; Locatelli (30' s.t. Falsini); Bogdani, Chiesa (6' p.t. Foglio). A disposizione: Zomer, Molinaro, Packer, Guzman, Volpato.
All.: De Canio.

ARBITRO: Palanca di Roma

Le pagelle:

Fortin: Ancora un disastro. Sarà colpa dell’enorme scatola cranica, ma risulta nuovamente determinante. Per quell’altri.

Negro: Non ho idea.

Tudor: Buonissimi i primi 30 secondi

Legrottaglie: Bravo e fashion

Gastaldello: Non m’hanno detto niente.

D’Aversa: Bene. Lotta e imbastisce trame.

Paro: Ottimo come tutto il centrocampo, peccato per l’espulsione.

Vergassola: Interrompe la melina finale gettando la palla in tribuna. Carattere.

Locatelli: Un bellissimo acuto quando all’inizio della seconda frazione mette Bodgani a tu per tu con il portiere avversario.

Falsini: Non mi sono accorto che sia entrato.

Bodgani: Getta al vento due nitide occasioni da goal, ma corre e impegna tutta la difesa avversaria.

Chiesa: Inizia alla grande, poi s’incazza per il rigore e l’espulsione di Tudor e viene sostituito. Non porta via il pallone perché è del Chievo.

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venerdì, 17 marzo 2006

Tutto sembrava filare liscio. Niente code ai caselli, situazione meteorologica ottima e assenza di traffico pesante. Imboccò prima l’A1, poi l’A24, dopo l’A16 ed infine l’A15, per raggiungere quel piccolo paesino, incastonato nelle Alpi Trivenete, dove doveva sposarsi. Percorse un tratto di stradale e poi si immise nella provinciale che lo avrebbe condotto fino a Malga Cirrosi, dove lo attendevano per la cerimonia. Pochi km prima di arrivare, decise di fermarsi nell’osteria di Gepi Beon ad Acciottolaia, per concedersi una buona grappa. Conosceva Gepi da molti anni e lui, da buon montanaro, ogni volta che lo vedeva, gli offriva sempre un sorso di acquavite purissima ed attendeva con trepidazione la lacrima di sofferenza nel deglutirla. Quella mattina però l’uomo, un bestione di oltre 150 kg, con le guance perennemente arrossate e gli occhi vitrei crettati, era stranamente serio. Si salutarono freddamente e gli riempì il bicchiere senza fiatare. Poi, come un automa si sedette sullo sgabello e riprese il suo lavoro ad uncinetto. Perplesso pagò e risalì in auto. Dopo qualche centinaio di metri, dovette fermarsi perché la sede stradale era occupata da un gregge di cani San Bernardo che, capeggiati da uno stambecco, stavano tranquillamente tornando verso il pascolo. Suonò per chiedere di passare. Il pastore non c’era e da soli sembrava non avessero alcuna intenzione di spostarsi. Prese un osso dal cruscotto e lo tirò verso un campo adiacente. Partirono all’impazzata e in 15 secondi erano già di ritorno. Dovette ripetere l’operazione per alcune ore prima di poter superare la mandria. Stava facendo tardi. Finalmente, con una mucca sopra il cofano, giunse a destinazione. Nessuno lo attendeva. Il paese sembrava deserto. Incontrò Germano Beon, che gli raccontò il fatto. La sera precedente, la futura moglie aveva festeggiato l’addio al nubilato insieme a tutti gli abitanti, dentro la seggiovia, che purtroppo non aveva resistito al peso eccessivo. Il cavo, incomprensibilmente non si era rotto, ma solo inarcato. Gli esperti del Genio Civile avevano dichiarato che niente e nessuno poteva rimorchiare la cabina e perciò gli occupanti, dovevano rimanervi intrappolati fino alla rottura, che poteva avvenire anche tra moltissimi anni. " Quando succede qualcosa chiamatemi" disse a Germano, "tra una trippola ed una trappola si è fatto tardi, salutami tutti". "Sarai servito" gli rispose.

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giovedì, 16 marzo 2006

Organizzarono quella vacanza con il solo scopo di divertirsi. Tre amici desiderosi unicamente di sesso a pagamento ed alcuna voglia di romanticismo. Destinazione Budapest. Appena arrivati, la città gli apparve come un’enorme casbah dell’eros, nella quale era possibile trovare di tutto. Girovagarono alla ricerca del locale adatto. Dopo un breve pellegrinaggio, si imbatterono in un night club dall’aspetto invitante e moderno, dove campeggiava, in bella mostra, una scritta allettante: "tutto a gratis". Entrarono. Vennero accolti da un applauso scrosciante del personale. Furono immediatamente spogliati dei vestiti e indossarono un comodo accappatoio in pelle di montone. Il direttore gli spiegò che dovevano pagare solo 20 € di entrata e le eventuali consumazioni non obbligatorie. Nient’altro. Potevano scegliere liberamente la ragazza, usufruire di tutti i servizi, come sauna, piscina coperta, camera a tema e trombare free. Il solo obbligo, consisteva nell’essere ripresi, in ogni momento, da una telecamera e le immagini, trasmesse in diretta sul sito del locale. Accettarono. Dopo tutto chi li avrebbe riconosciuti, pensarono. Scelsero tre gemelle siamesi di chiara origine polacca. Dopo un bagno rigenerante, optarono per un’orgia sadomaso. In un’apposita alcova, tappezzata di falci fienaie insanguinate, si denudarono timidamente. Lo staff li preparò. Olio canforato per il corpo, abbondante lacca nella peluria pubica, depilazione accurata del retto e ferite lacero-contuse nella schiena. Il regista gli disse di comportarsi naturalmente, evitando solo di uccidere le donne. Dopo circa mezz’ora di amplesso una valanga di e-mail inondarono il sito internet. La richiesta era sempre la stessa: poca violenza. Appena fu loro comunicato, si sentirono protagonisti, quasi attori veri. Iniziarono a volare ceffoni a mano aperta, calci a mezza vita e golini. Nella foga spaccarono anche tutto il mobilio e il nappo della doccia. Al termine della prestazione, alle tre sorelle venne diagnosticata una prognosi riservata . Loro, invece, salirono nell’olimpo della pornografia spinta, fino a quando non vennero uccisi da un clan di perbenisti del loro paese.

postato da: sanprospero alle ore 12:48 | link | commenti
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martedì, 14 marzo 2006

CAMPIONI

  Nato a: Campo Sampiero (PD)
  Il: 25/06/1983
  Altezza: cm 185
  Peso: kg 77
  Nazionalità: Italiana
  Ruolo: difensore
  Autografo: Visualizza
  Note: Esordio serie A:
28/08/2005 Siena-Cagliari 2-1
 
  Presenze Espulsioni Ammonizioni Minuti Giocati Gol
  18 0 6 1260 0